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ott 23

prima sculacciata

Posted on sabato, ottobre 23, 2010 in racconti di nadine corretti

 


 


 


 
Salve
a tutti, vi voglio raccontare una mia esperienza vissuta in passato a
scuola.

Tutto iniziò in corridoio a fine lezione, avevo fatto
tardi perchè dovevo mettere apposto il mio banco di scuola quindi
sono rimasta una delle ultime che doveva uscire.

Mentre
mi avviavo verso l’uscita sentii una mia professoressa lamentarsi
della nostra disciplina e che si dovrebbe tornare ai buon vecchi
metodi della sculacciata. Mi
bloccai immaginandomi mentre venivo sculacciata da lei, il mio corpo
quasi spinto dall’inconsapevole voglia di essere punita fremeva ,
sentivo la voglia di quell’umiliazione dentro di me, scossi il capo
come per risvegliarmi e corsi via verso l’uscita frastornata da
quell’emozioni appena provate.
L’indomani a scuola la vidi
nuovamente in corridoio, mi avvicinai e le dissi – salve prof ho
sentito per caso la sua conversazione di ieri e penso che sarebbe più
che giusto tornare alle sculacciate, anche perchè oramai con la
confusione che facciamo in classe non si riesce nemmeno più a capire
le lezioni- lei mi guardo con un sorriso e rispose – beh allora
Nadine vorrà dire che se in futuro ti meriterai una bella punizione
mi adopererò per impartirtela- io deglutii e sorridendo un poco
preoccupata dalla risposta inattesa sorridendo cercando cosi di farla
sembrare una frase detta per scherzo- spero non ci sia mai occasione,
ma se ci sarà mi sottoporrò alla giusta punizione-.
Passarono 2
mesi, era un lunedì e stavo parlando durante la lezione di un
ragazzo conosciuto la domenica con la mia
compagna
di banco, quando sentii la voce della prof che mi chiese – Nadine mi
dici a che pagina siamo? – io non avendo seguito feci un rapido
calcolo e dissi -alla pagina 123 prof- lei passò ad un viso serio e
disse -sbagliato siamo alla 125 invece di distrarti perchè non
segui? poi dici che sono gli altri a fare casino- io abbassai il capo
e tutto fini lì, o almeno credevo che fosse finita lì.
A fine
lezione mentre uscivo vidi la prof che mi stava aspettando, mi prese
per un braccio e mi portò nel suo studio.

Arrivate
allo studio, si posizionò davanti a me -bene Nadine ti ricordi che
mi avevi detto tempo fa sulle sculacciate? – io credo che in quel
momento sbiancai così tanto da diventare più bianca del muro, e le
guance mi diventarono invece rosse come pomodori, facendomi coraggio
risposi con un filo di voce -si professoressa me lo ricordo- sorrise
, mi prese per un braccio e mi portò davanti alla cattedra –
Nadine poggia le braccia sulla cattedra. Subito!- tremando
vistosamente mi poggia goffamente come mi era stato ordinato, avevo
una fifa incredibile, sapevo cosa mi stava per succedere come sapevo
che quella era tutta colpa mia.La
professoressa mettendosi le mani sui fianchi – bene Nadine giù
calzoni e mutande veloce- io ubbidii tremante all’ordine, mi accorsi
che così la mia fica sarebbe stata bene in vista, la cosa mi
imbarazzò da morire, ma più mi imbarazzavo più sentivo un calore
insolito al basso ventre, nel frattempo avevo finito di levare tutto,
adesso sentivo sulla mia micina libera l’aria fredda, nel frattempo
intravidi con la coda dell’occhio la prof uscire dalla sua posizione
ed andare verso gli armadietti, da dove prese una cinta nera di
cuoio, una lacrima cominciò a cadermi mentre le mie gambe adesso
stavano su per miracolo da quanta paura avevo, e da come tremavo,
borbottai in ultimo tentativo di scampare almeno alla cinta – la
prego non usi la cinta- lei alzando la voce – silenzio so io cosa
usare sulle ragazzine indisciplinate che non portano rispetto a chi
vuole insegnare qualcosa di utile, invece delle solite cavolate su
che
trucco
usare o su chi e il più fico della scuola- io non potendo fare altro
tornai in posizione.Passò
dietro di me guardandomi prese le mie gambe e le allargò, dopo alzò
la mia maglietta e spinse in giù la mia schiena – bene sei pronta.
Subirai 30 colpi e dovrai contarli e ringraziarmi. Poi alla fine ti
scuserai con me capito?- io annui col capo ma lei mi rifilo una
cinghiata
secca
e decisa, al colpo della cinta sentii un bruciore acuto sulle natiche
dove mi aveva colpita, feci un urlo leggero di sorpresa più che di
dolore, cercando di riprendermi dallo shock del colpo improvviso – si
professoressa ho capito- passando la sua mano dove aveva colpito
-bene adesso resta così e dopo ogni colpo ritornaci capito-
stringendo le mani alla cattedra -si professoressa- il suo braccio si
alzò e iniziò a colpirmi, io gemevo per poi in lacrime dire – 1
grazie professoressa- e cosi via, nella stanza riecheggiavano solo
gli schiocchi della cinta sulla mia pelle e la mia voce subito dopo
che ringraziava,cominciai a piangere quasi da subito, mi sentivo
imbarazzata e per di più man mano che continuava a darmele il
bruciore aumentava.Verso
la ventesima bussarono, per fortuna non mentre mi colpiva, lei si
fermò quasi arrabbiata per l’inatteso disturbo.Andò
ad aprire e sentii che era la bidella che gli diceva che c’era la
mamma di Lucia che voleva parlarle, le rispose che doveva aspettare
che aveva un attimo da fare, chiaramente copriva la visuale alla
bidella per non farmi intravedere da essa poi richiuse la porta.Tornata
dietro di me mi disse – bene cerca di non urlare che i colpi non si
dovrebbero sentire ma le urla si- riuscii a malapena a dire -va bene
- mi misi nuovamente nella posizione di prima, odiavo quella
posizione perchè spesso la cinta finiva per colpire anche il mio
sesso
procurandomi ancora più dolore.


Rialzò
su il braccio e ciaff ciaff fino ad arrivare a 25 poi si fermò -
bene le ultime 5 non le dovrai contare ma devi restare ferma in
questa posizione e sforzarti di non urlare- io tremante perchè avevo
capito le sue intenzioni, con un filo di voce risposi – cercherò di
non urlare prof – attese che mi preparassi poi alzò il braccio e
cominciò colpirmi forte e velocemente, invece di 5 me ne diede 7
tutte secche e veloci.

Mi
toccò il sedere -bene Nadine la prossima volta spero tu stia attenta
alla mia lezione senno sai già cosa ti aspetta e non è detto che
sia così indulgente con te – facendo un attimo di pausa – bene
passiamo al rispetto adesso spogliati completamente e vai sotto la
cattedra che così non ti si vede- mi cominciai a spogliare
imbarazzata, mi vergognavo da morire a mostrarmi nuda davanti a lei,
misi tutto piegato bene nell’armadietto poi lo chiusi,
nell’operazione avevo usato i vestiti come scudo per coprirmi, ma
adesso mi toccava usare le mani, i suoi occhi mi squadrarono, poi con
voce decisa -Nadine leva subito le mani, se ti imbarazzi a farti
vedere nuda sarà meglio per te la prossima volta non essere
costretta ad avere altre punizioni -.


Mi
fece accomodare sotto la scrivania,notai che era chiusa sul davanti,
quindi nessuno mi poteva vedere, lei si mise seduta sulla poltrona
non appena vide che avevo trovato la posizione, a quel punto si sfilò
le sue
scarpe
nere col tacco e le posò da una parte,poi avvicinandomi i suoi piedi
al viso -leccali e puliscili per bene capito- cercai di ribattere ma
la paura di subire un’altra sculacciata fece che iniziassi ad
eseguire anche questo compito umiliante.

Guardai
il suo piede, la pianta era molto bella, però era nera sia sotto le
dita che al tallone e odoravano di sudore, anche se, non cosi forte
da essere sentito da altre persone oltre a me che ero li in
ginocchio.

Pigiò
il pulsante del telefono che permette di parlare con la bidella e le
disse di far entrare la mamma di Lucia, in quel momento il mio
respiro si bloccò e mi resi conto che le dovevo leccare i piedi
mentre parlava con la mamma della mia amica.


Levato
il dito dal bottone – che fai? Non inizi? Avanti o senno quando
esce la signora te lo faccio cosi viola il sedere che non ti siedi
per un mese dopo – a quelle parole mi limitai ad annuire, mi feci
coraggio ed iniziai,il sapore era aspro e salato per il sudore e
sapeva leggermente delle
scarpe
della prof, che oramai dovevano essere logorate dal continuo consumo
in classe.

Sentii
entrare la signora, la prof le fece segno di sedersi , cominciarono a
parlare del comportamento di Lucia e del suo andamento scolastico.

Alla
fine Lucia andava bene a scuola, quindi disse alla signora di non
preoccuparsi, io ero sotto stavo attenta a come respirare per non
essere sentita, lei si divertiva ad inarcare le dita per far si che
leccassi bene nel mezzo ad esse, fece cadere un lapis ad un certo
punto e chinandosi mi fece segno che dovevo dare leccate più lunghe
e convinte, appena si mise nuovamente comoda con mio schifo cominciai
a farlo, il sapore era orribile anche se adesso si stava attenuando,
mentre la mia vergogna e la mia paura di essere scoperta stava
salendo, chiaramente insieme alla mia eccitazione per la situazione
in cui mi trovavo.

Tutto
ciò durò circa 20 minuti, alla fine salutò la signora , appena
uscii la prof prese prima una gamba e poi l’altra per vedere la sua
pianta se era ben pulita, poi guardandomi – bene non dire a nessuno
di oggi. Hai fatto un buon lavoro se rifarai l’impertinente in classe
non ti dovrò nemmeno dire nulla passerai da me e avrai ciò che
meriti. Non solo se farai casino anche con gli altri prof verrai da
me inteso- io annui e andai di corsa a vestirmi , uscita dallo studio
facendo attenzione a non essere vista corsi in bagno per sciacquarmi
il viso e finire di piangere.


Dopo
di che tornai a
casa
dove spinta da un inspiegabile voglia mi toccai e venni come mai era
successo fino ad allora, anche perchè non sarebbe stata da lì in
poi la sola punizione subita dalla prof

ora descrizione mia e
della prof

io:
capelli castani lunghi fino al sedere,
occhi celesti chiari , viso dolce con il nasino all’insu, magra 1’67
49 kg bel seno porto la terza e un bel sedere

lei:
capelli
mori fino sotto le spalle, occhi marroni chiari, viso autoritario,
snella 1’74 credo sui 55 kg, seconda di seno bel sedere numero di
piede 39 eta 24 anni

se volete altri racconti chiedete e vi
scriverò le altre esperienze.



 

Commenti

  1. Vale scrive:

    massiccio…

  2. ubaldo scrive:

    ciao .. bravissima il tuo racconto riesce a coinvolgere tanttissimo … sei una narratrice davvero in gamba anzi in chiappe, a prescindere se il tuo racconto è vero o di fantasia … Me ne racconti un altro???

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